Generazioni Connesse: gestione dei casi – genitori

COSA POSSO FARE SE…

Indicazioni su come agire se si rilevano segnali che possono indicare l’esistenza di fenomeni di cyber-bullismo, sexting o adescamento.

Il materiale di queste pagine è rielaborato a partire da quanto messo a disposizione dal progetto Generazioni Connesse, che coinvolge tra gli altri enti quali Telefono Azzurro e Save The Children.

In generale:

  1. Se sospetti che tuo figlio possa essere vittima o responsabile di una situazione di cyber-bullismo, sexting o adescamento, confrontati con gli insegnanti o con esperti del tuo territorio (es. consultori familiari). Per un consiglio e un supporto ti puoi rivolgere alla helpline di Generazioni Connesse (linea di ascolto gratuita 96.96 oppure chat all’indirizzo http://consulenzaonline.azzurro.it/xchatty/chat.html): operatori esperti e preparati sono sempre a disposizione dei genitori, oltre che dei bambini e degli adolescenti, che a vario titolo necessitano di un confronto e di un aiuto per gestire eventuali esperienze negative e/o problematiche inerenti l’utilizzo dei nuovi media.
  2. Se hai scoperto immagini, testi o video sessualmente espliciti sul telefono o sul profilo di un minore, assicurati che sia consapevole dei rischi connessi all’invio di questo materiale. Allo stesso modo, se vieni a conoscenza del fatto che un minore ricevuto una foto di nudo che ritrae altri adolescenti, assicurati che non la invii a nessuno e suggerisci di cancellarla. Questa può comunque essere un’occasione per instaurare con tuo figlio un dialogo riguardo al tema del sexting e della sessualità.
  3. Se trovi in rete materiale diffamatorio o sessualmente esplicito che coinvolge tuo figlio o suoi coetanei puoi segnalarlo al servizio “Clicca e segnala” disponibile sul sito o rivolgerti alla Polizia Postale.

In particolare, in caso di cyber-bullismo

  1. Accompagna i tuoi figli nella navigazione in Rete, coinvolgendoli nell’esplorazione delle opportunità e dei rischi. Tieni presente che possono farlo sia da pc che da smartphone (anche da connessioni wifi di cui magari non sei a conoscenza e a cui accedono tramite l’utilizzo di uno dei telefonini come router per tutti): proibire Internet è inutile, conoscerlo insieme ai tuoi figli in momenti ed orari concordati può aiutarti a conoscere le loro abitudini quando sono sul web. Insegna loro a comportarsi responsabilmente e correttamente sia nei contesti reali che online.
  2. La legge: la giurisprudenza in Italia oggi su questo tema è in divenire. Non c’è una legge che configuri un reato per questi comportamenti: prova a scomporre il comportamento e troverai la risposta giuridica a quello che stai cercando (diffamazione, ingiuria, calunnia, furto di identità…). Per approfondire puoi vedere qui.
  3. Approfondisci con i tuoi figli la conoscenza del fenomeno del bullismo e del cyber-bullismo: è cyber-bullo anche chi condivide una foto o un post – che colpiscono uno o più amici – inseriti online da altri. E’ responsabile anche chi assiste al bullismo online senza fare nulla

 

In particolare, in caso di sexting e/o adescamento

  1. La sessualità non è un argomento tabù: anche se talvolta è difficile, è anche tuo compito guidare tuo figlio nella conoscenza di aspetti legati alla corporeità, all’affettività e, soprattutto, alla relazione. Adescamento e sexting, infatti, iniziano attraverso la costruzione di un legame di fiducia. Se credi di aver bisogno di supporto in questo, puoi rivolgerti ai professionisti presenti sul tuo territorio o a quelli che il progetto Generazioni Connesse offre.
  2. Promuovi il senso di fiducia, l’autostima, il riconoscimento di segnali che possono aiutare a instaurare una relazione autentica con gli altri.
  3. Insegna ai tuoi figli come potersi fidare degli altri. Chi fa sexting o è vittima di adescamento si fida delle persone a cui invia proprie foto o video. La fiducia si costruisce con il tempo e non bastano poche domande o il proprio “istinto” per essere certi che la persona con cui ci si sta relazionando online è proprio chi dice di essere; nei casi in cui invece la persona sia conosciuta, non si ha mai la certezza che le proprie foto o video di nudo condivisi non saranno mai utilizzati per minacciare, intimidire, costringere a fare qualcosa o ricattare.
  4. Insegna ai tuoi figli a proteggersi e tutelarsi sia nella vita offline che online. Fai capire loro che non sempre ci si può fidare delle persone conosciute online: non tutti sono chi dicono di essere. Mettili in guardia da adulti che li vogliono reclutare per pubblicità, casting chiedendo loro foto o video. Quando questo tipo di casting è reale le agenzie incontrano i ragazzi di persona e coinvolgono sempre le famiglie. Spesso gli adescatori chiedono alle loro vittime di attivare la webcam: crea occasioni in cui insegnare ai ragazzi il pericolo della registrazione dei materiali foto/audio/video che producono e diffondono online, e della possibilità che chiunque può avere di scaricare/registrare/archiviare questi materiali, a volte al solo scopo di ricattarli.
  5. Insegna a non fornire mai dati personali (nome, cognome, età, indirizzo, numero di telefono, nome della scuola, nome degli amici, ma anche indirizzo e-mail, orari di entrata/uscita dalla scuola o dalle attività extrascolastiche) che possono renderli facilmente individuabili e raggiungibili.
  6. Parla apertamente e onestamente con i tuoi figli del rischio di imbattersi, durante la propria vita online, in potenziali malintenzionati: dì loro che non devono vergognarsi a chiedere informazioni in proposito agli adulti di cui si fidano e a confidare – a qualcuno che può aiutarli a gestire la situazione – eventuali “brutti incontri online”. Condividi l’importanza che informino sempre adulti di cui si fidano di eventuali richieste di incontri ricevute da contatti conosciuti online. Se, infine, scopri che tuo figlio, credendo di costruire una relazione online, è caduto nella trappola dell’adescamento evita di colpevolizzarlo: anche se ha avuto comportamenti che tu reputi imprudenti rimane comunque la vittima.
  7. Approfondisci la conoscenza del fenomeno del sexting: per gli adolescenti italiani scambiare proprie foto o video di nudo non è infrequente. Ancora troppo spesso gli adulti tendono a ignorare l’esistenza del fenomeno o a sottostimarne la diffusione, mostrandosi inconsapevoli del fatto che esso coinvolge molti adolescenti. Chiedi ai tuoi figli se sanno di cosa si tratta e parlatene insieme! Fai capire loro che una foto o un video condivisi con amici e diffusi online attraverso i social network o app per la messaggistica istantanea online, possono rimanere lì per molto tempo.
  8. Soprattutto in caso di bambini, installa dei software di protezione (o filtri) per proteggerne la navigazione.
  9. È utile anche condividere le raccomandazioni per un uso sicuro di Internet, ad esempio scrivendo insieme a loro una “carta delle regole di comportamento online” da appendere accanto al computer.
  10. La legge. Il reato di adescamento di minorenni, introdotto nel nostro codice penale nel 2012, si riferisce al compimento di qualsiasi atto volto a carpire la fiducia di un minore di età inferiore a 16 anni per scopi sessuali, attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante Internet o altre reti o mezzi di comunicazione. Il reato si configura anche se l’incontro con il minore non avviene: non è necessario, infatti, che l’adescamento vada a buon fine, ma è sufficiente il tentativo, da parte di un adulto, di conquistare la fiducia di un bambino o adolescente per fini sessuali.
    La sentenza della Cassazione, n. 19033/2013 ha sancito il principio espresso in forza dell’art. 609-undecies c.p., introdotto dalla Legge n. 172/2012: la condotta incriminata è di “adescamento di minore” ed, così come riportato dalla lettera della norma, è punito ogni comportamento finalizzato ad ottenere la fiducia del soggetto d’età inferiore ai 16 anni, realizzando condotte che configurano i reati di pedofilia, pedo-pornografia e riduzione in schiavitù, disciplinati dal codice penale agli art. 600 e successivi.
    Attualmente il limite di età per poter esprimere validamente un consenso sessuale è di anni 14. Tra i 14 e i 18 anni i ragazzi possono intrattenere relazioni sessuali consensuali non penalmente perseguibili a patto che la differenza di età tra i due non superi nel massimo i tre anni. Fai particolare attenzione: le ragazze sono solite interessarsi a ragazzi più grandi di loro. Ricordati che tutte le norme di legge a questo proposito fanno riferimento anche ai comportamenti virtuali [art. 609 c.p.p., legge n°66/96, 269/98, 38/06, 172/2012 di ratifica della convenzione di Lanzarote, D.Lgs. 39/2014]. Approfondimento
    Per la giurisprudenza italiana in materia di condotte sessuali consensuali che coinvolgono minori i limiti di età variano a seconda del comportamento messo in atto. Tutti i riferimenti giuridici sono reperibili ad es. sul sito http://www.osservatoriopedofilia.gov.it/.

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